A poco sono servite le pulizie delle caditoie e dei tombini iniziate i primi giorni di settembre; Ladispoli, come da copione che da tempo si ripete, si è allagata.

Noi del Movimento 5 Stelle avevamo chiesto già l’8 agosto di iniziare le pulizie, per non far trovare la città impreparata, ma va detto che, la poca pulizia delle caditoie da sola non basta a causare allagamenti di questa portata.

 

Il problema vero è che i collettori fognari sono sottodimensionati e non riescono a sopportare il carico di piogge che, seppur straordinarie, incidono su una rete di raccolta incapace di accogliere tutta quest’acqua (dato che le piogge di questa portata si verificano ormai da anni, forse dovrebbero perdere lo status di “straordinarie” e dovrebbero invece essere considerate come regolarmente prevedibili).

 

La questione è che i collettori di Ladispoli sono ancora quelli di quando era una cittadina più piccola, con appena la metà degli attuali abitanti. Negli anni si sono approvate varianti al Piano Regolatore per aumentare le cubature nel centro cittadino, autorizzando demolizioni e successive ricostruzioni, sostituendo casette spesso disabitate con palazzine da decine di appartamenti. Per anni si sono autorizzate palazzine e vani abitativi e tutto si è riversato sui collettori originari senza che questi venissero ampliati.

Eppure il comune con queste operazioni ha incassato gli oneri di urbanizzazione, che andavano proprio investiti in lavori di potenziamento delle strutture dei servizi, fogne comprese, ma di tutto ciò non vi è traccia in molte zone della città.

Non si è fatto nulla!

I servizi e le infrastrutture già insufficienti sono stati sovraccaricati ulteriormente; basti pensare al centro residenziale “Il Laghetto” di via rimessa nuova, che in prima battuta doveva dotarsi di un proprio depuratore e in seguito è stato allacciato alla rete fognaria del quartiere Cerreto; oppure alle palazzine di cinque piani previste nel progetto Piazza Grande, che se non fermato, andranno anche loro a pesare sul collettore del Cerreto, un quartiere sempre più provato dagli allagamenti.

Purtroppo l’ottusità e l’incapacità dei nostri “politici di professione”, sempre votati al mattone e mai alla realizzazione di una città vivibile e a misura d’uomo ci ha portato a queste condizioni.

Ogni volta che piove Ladispoli si trova a fronteggiare un emergenza.

Emergenza resa meno dura dal lavoro incessante della Protezione Civile, della Polizia Locale e degli operai della Flavia Servizi, che, soli e con pochi mezzi a disposizione, lavorano come possono, senza sosta, per aiutare la cittadinanza. A loro va tutta la nostra gratitudine!