Ma la giunta Grando da che parte sta? Questa è la domanda che noi cittadini (a cinque stelle e non) ci chiediamo ogni volta che leggiamo i comunicati dell’amministrazione sui temi dell’urbanistica.

Dopo l’ultimo consiglio comunale del 3 maggio arriva puntuale il solito comunicato, un po’ arrogante e molto pomposo, che proclama il senso di responsabilità della maggioranza e schernisce la minoranza che, a detta del Sindaco, era intenta a giocare a nascondino.

Vogliamo sorvolare sullo svolgimento del consiglio stesso, che ha rischiato di saltare per l’assenza dei consiglieri di maggioranza di Fratelli d’Italia e, ambiguamente, è stato salvato in extremis da una pausa di cinque minuti chiesta dal Sindaco, durata invece misteriosamente oltre un’ora.

Vogliamo invece soffermarci sui contenuti di una delibera approvata e sbandierata dal Sindaco come una grande vittoria ambientalista. Parliamo dalla delibera che annulla alcuni programmi integrati riferiti ad altrettante cementificazioni previste sul nostro territorio.Questa delibera annulla delle vere e proprie speculazioni edilizie che però a loro tempo erano state volute e votate dal vecchio consiglio comunale, con tanto di voto favorevole proprio dell’allora consigliere Grando. Una delibera, della cui approvazione siamo soddisfatti, che sorvola però completamente su due importanti questioni: Piazza Grade e Punta di Palo.

Il programma integrato Piazza Grande, che ormai volge tristemente a realizzazione, è un fallimento della società civile ed una breccia per tanti disagi che cadranno sulle spalle dei cittadini. Il Sindaco Grando insiste nel proclamare che questa colata di cemento nel cuore della città porterà grandi benefici; ma possiamo già notare le prime incongruenze. Prima si parlava di realizzare una piscina, ora trasformata in un palazzetto dello sport, che domani potrebbe diventare un’altra cosa ancora. Ci viene doveroso informare i cittadini che, allo stato attuale delle cose, la Regione Lazio, l’ente che può approvare variazioni del progetto originario, non ha ancora ricevuto nulla di tutte queste varianti, né, quindi, si è potuta esprimere sulla possibilità di cambiare il progetto in corso; ci chiediamo il perché di ciò e soprattutto, visto che i lavori proseguono spediti, cosa succederà se la Regione Lazio dovesse rifiutare tali varianti?

Altro programma allarmante è quello che prevede la nascita di una nuova zona residenziale a Punta di Palo. Durante la commissione urbanistica dello scorso 26 aprile, a domanda diretta da parte del Consigliere 5 Stelle Antonio Pizzuti Piccoli, sulla posizione dell’amministrazione Grando, la risposta del Sindaco è stata deludente e ambigua, un sostanziale “né a favore né contro”. Risposta forse dovuta alla sorpresa per una domanda così diretta o forse perché non c’è stato il tempo chiedere consultazioni e suggerimenti.

Ricordiamo che questa di Punta di Palo è una questione molto importante per la città; praticamente unanime la valutazione degli esperti e tecnici interpellati: se si dovesse costruire nell’area di Punta di Palo il primo effetto sarebbe la morte del Bosco di Palo (uno dei pochissimi fiori all’occhiello di Ladispoli). Come M5S abbiamo richiesto ufficialmente al Presidente della commissione urbanistica di convocare una riunione urgente della commissione sul tema Punta di Palo.

In conclusione il Sindaco e la sua maggioranza esprimono una contrarietà al cemento ad intermittenza, dichiarandosi oggi paladini dell’ambiente (a parole) e domani sostenitori di quei poteri forti che, da sempre, mirano ai propri interessi mascherandoli da interventi per il bene della collettività.

Il Movimento 5 Stelle è contro il cemento irresponsabile e le speculazioni edilizie, sempre, sia in campagna elettorale che dopo, senza se e senza ma, ritenendo che non si possa tradire la fiducia ed il mandato ricevuto dagli elettori ma soprattutto, non si possa svendere il futuro e la vita dei cittadini per i soliti interessi di pochi.