La domanda è doverosa: la riapertura dei camping di via Roma sarà un’altra truffa per i cittadini?

Ieri, 21 maggio, in consiglio comunale è stata discussa, per l’ennesima volta, la sanatoria dei campeggi di via Roma, un garbuglio urbanistico che è stato fatto passare come “salvezza del nostro territorio e dell’economia” ma che in realtà si riduce ad una gara a chi la “spara” più grossa.

Precisiamo che in realtà il punto discusso all’ordine del giorno non riguarda tutte le strutture ricettive di via Roma, molte delle quali sotto sequestro dalla magistratura perché abusive ed illecite, ma solo due realtà, di cui una proprietà della famiglia del Sindaco Grando.

Il nostro voto contrario, espresso con determinazione a questa delibera, è stato un atto dovuto, perché ancora una volta, portando a compimento un iter nebuloso e fallace, a cui anche i funzionari della Regione e della Città Metropolitana non se la sono sentita di dare l’ok, l’amministrazione comunale non si cura, o quantomeno presta il fianco, ad ulteriori problemi che sorgeranno sull’area di Torre Flavia, allontanando le prospettive di poter favorire in quella zona lo sviluppo di una attività turistica.

Questa è una delibera “tappa i buchi” che cerca di salvare questo e quello senza omogeneità.

Perché l’amministrazione non ha subito attivato un piano di recupero generale dell’area pianificando e progettando una realtà di sviluppo imprenditoriale compatibile e rispettosa del paesaggio e dell’ambiente?

Noi siamo i primi a voler tutelare il nostro territorio e le sue bellezze, uniche ricchezze che potranno garantire un futuro lavorativo ai nostri giovani; siamo i primi a considerare i tanti operatori turistici di Ladispoli parte lesa in questi lunghi anni di inadempienze e immobilismo amministrativo.

Lo sviluppo sostenibile delle attività ricettive di via Roma era un punto fermo del nostro programma elettorale ed è ancora un obiettivo che il Movimento 5 Stelle di Ladispoli intende portare a compimento, ma non con questi percorsi inadeguati, privi di pianificazione ed ingannevoli verso la cittadinanza.