A forza di sferrare colpi mortali al nostro bel territorio ormai dovremmo dichiararne il decesso. È si perché Ladispoli sta morendo sotto una colata di cemento che ne sta compromettendo la vivibilità.

Punta di Palo, con i suoi 55.000 mq di cemento abitativo alle porte della città, a ridosso di un sito naturalistico di importanza europea, è l’ennesima speculazione edilizia che favorirà interessi di pochi a danno di tutti i cittadini di Ladispoli, distruggendo l’equilibrio naturale del bosco di Palo, aumentando del 10% la popolazione residente ed abbattendo il valore degli immobili dei cittadini.

In tutto questo il silenzio del Sindaco e dei consiglieri di maggioranza è assordante. Dove sono finiti?

Dove sono finiti i proclami del “no al cemento a Ladispoli” abilmente utilizzati da Grando durante la campagna elettorale?

A che serve, Sindaco Grando, sanare dei campeggi irregolari, che altrimenti non sarebbero stati chiusi dall’autorità giudiziaria (tra i quali quello di papà), ergendosi a paladino del turismo e dell’economia di Ladispoli se poi la nostra città, mattone sotto mattone, perderà quella bellezza territoriale che ancora oggi, nonostante tutto, attira i turisti?

Non ha nulla da dire il consigliere Moretti, delegato alle Aree Protette (tra cui il bosco di Palo) sullo scempio che avete autorizzato e che danneggerà il bosco soffocandolo sempre più nel cemento?

Come mai il Consigliere Ardita, inconsapevole Presidente della Commissione Urbanistica, dopo 27 giorni dalla nostra richiesta non ha trovato il tempo per convocare una commissione dedicata a Punta di Palo? Perché lei che non perde occasione per dichiarsi a difesa dei cittadini e di Ladispoli ora non trova argomenti per schierarsi contro chi saccheggia il nostro territorio per arricchirsi? Questa occasione non le sembra comoda per continuare la sua “farlocca” battaglia a favore di chi da altro cemento a Ladispoli trarrà solo più traffico, riduzione dei servizi e svalutazione delle case?

Ed il conigliere Quintavalle, che questo programma del “Grando cambiamento” lo ha sottoscritto, non ha nulla da dire nel vederlo ancora una volta disatteso?

Quando il 28 settembre 2017, in Consiglio Comunale, il Movimento 5 stelle fece un appello alle forze di maggioranza per bloccare la speculazione di Punta di Palo, il Sindaco Grando rispose che era sua intenzione verificare l’iter del piano integrato per applicare il suo programma e bloccarlo.

Da allora il Sindaco è sceso in uno strategico silenzio, non rispondendo alle nostre domande in proposito (le ultime fatte con nostro comunicato dell’11 maggio scorso).

D’altra parte la scelta del Sindaco di non dotarsi di un assessore all’urbanistica, ma di trattenere per se la delega, è la prova di una voluta scarsa attenzione e svuotamento di competenze, per una visione urbanistica del territorio adeguata ad una città da 43.000 abitanti e coerente con le promesse fatte in campagna elettorale.

A nome della cittadinanza noi ringraziamo il Sindaco, la giunta ed i consiglieri di maggioranza (quelli della restante opposizione hanno sempre lavorato con coerenza e trasparenza a cementificare Ladispoli) per questo disastro che state permettendo sul nostro territorio!

E non si nasconda il Sindaco dando la colpa alla passata amministrazione Paliotta (che a sua volta, tempo fa, riversava le colpe sulla Regione). Lo scaricabarile non salverà il nostro territorio dal cemento. Sono state fatte delle promesse e i cittadini hanno votato avendo quelle come riferimento.

Noi cittadini a Cinque Stelle continueremo comunque la nostra battaglia nelle altre sedi istituzionali sovracomunali. Ed anzi ogni vostra azione ostile alla comunità ci darà motivazioni per trovare risorse ed energie per portare le nostre battaglie fino alle sedi competenti. Faremo di tutto per impedire che i cittadini di Ladispoli debbano vivere questa ennesima vergogna!